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L' Architettura della Velocità.

Una mostra sulla Motocicletta a Forte Marghera di Mestre

Anna Rubbini

Velocità, un sostantivo spontaneamente riconducibile alla fisica, alla dinamicità di un corpo, alla rapidità dello scorrere del tempo.

A noi è piaciuta una sua originale declinazione materiale, ovvero "l’Architettura della Velocità", titolo di una interessante mostra sulla MOTOCICLETTA, in un insolito contesto espositivo presso Forte Marghera a Mestre.

Nell’intento di rendere visitabili a un più vasto pubblico questi spazi storici recentemente restaurati, l’idea di esporre un simbolo del design e della tecnologia internazionale ha riscosso un alto gradimento di pubblico in un luogo deputato allo svago nel tempo libero.

Non è facile diffondere cultura, lungimirante chi riesce a trovare la chiave d’accesso per un coinvolgimento su ampia scala: la modernità del soggetto, simbolo di coraggio, anticonformismo e libertà, fenomeno di costume quanto mai d’attualità, si colloca in un ambito di progetti promossi dal Comune di Venezia, e fisicamente occupa uno spazio attiguo al Padiglione della più famosa Biennale Architettura che quest’anno, alla sua 16^ Edizione, trova luogo anche in Terraferma.

Il “fenomeno motocicletta”, nel panorama industriale del secolo scorso, viene affrontato in questa mostra attraverso una ricca serie di modelli storici, in cui l’Italia spicca per l’originalità del design coniugato all’efficienza tecnologica, fonte d’ispirazione fondamentale per i più giovani, suggerendo la possibilità di immaginare costruttivamente il futuro passando proprio dalla cultura.

Un’esperienza di contenuti e di conoscenza, offerta attraverso la storia dell’oggetto simbolo per antonomasia di virilità e di potenza, di dinamica e bellezza, attraverso la scelta di quarantuno esemplari esclusivi che hanno determinato l’evoluzione delle due ruote.

L’esposizione si concretizza in otto aree delimitate in cui trovano collocazione oltre a moto e supersportive di ieri e di oggi anche alcuni scooter dall’inedito stile come il Salsbury americano, le prodigiose Ducati e Aprilia, moto da GP storici come la Gilera 500 quattro cilindri o la Guzzi otto cilindri del ’57, sino agli attuali modelli delle sportive elettriche di Energica che vedremo nei futuri Gran Premi internazionali.

A noi hanno particolarmente colpito pezzi d’autore come l’Aprilia Motò del famoso designer Philippe Starck, o il suo buffo e inedito scooter Lama.

Si possono ammirare, inoltre, pezzi grandiosi degli anni venti, quali le tedesche Mars e la Megola, quest’ultima singolare esempio di potenza data da un motore stellare come quello degli aerei montato sulla ruota anteriore.

Senza rivelare tutte le esclusive di questa mostra, finiamo col dire che in essa trovano posto anche due sculture particolari che hanno ispirato i designer di due importanti case motociclistiche italiane: il Centro Stile Ducati e il gruppo Piaggio, nella persona del designer Marco Lambri, presentano due magnifici modelli ispirati al concetto di slancio e leggerezza.

La nostra creatività e il nostro patrimonio storico artistico da sempre ci contraddistinguono nel mondo, sensibilizzare il più ampio pubblico e farne un arricchimento quotidiano anche attraverso eventi gratuiti e piacevolmente fruibili in luoghi pensati per il tempo libero, diventano strumento per suscitare interesse alla ricerca scientifica e tecnologica, all’inventiva e allo sviluppo di talenti spesso sopiti e spassionati.

Ci sarebbe piaciuto vedere un po’ più di richiami all’arte figurativa, ad imitazione di più grandi mostre come quella alla Reggia di Venaria a Torino, visto  che il fascino della moto è stato sin dai suoi primordi, oggetto di raffigurazione di grandi artisti, ad iniziare dai futuristi Giacomo Balla e Fortunato Depero, che ne hanno esaltato la velocità estrema e l’aerodinamica plasticità, precorrendo una lunga scia d’interesse e di successi legate ai centauri, potenti miti della modernità.

Vi invitiamo a percorrere questo itinerario di originale bellezza tecnica che, associata all’inimitabile design italiano, renderà sicuramente fieri della nostra italianità in un momento di particolare incertezza socio economica e culturale. 

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Per AARTIC

l'"Opera non fatturabile" 

di SANTOLO DE LUCA.

Tre splendidi dipinti esclusivi per la nostra vetrina crouwdfounding.

Inoltre, i tappeti natura di PIERO GILARDI, un disegno di ALDO DAMIOLI e le foto di BETTY ZANELLI. 

Per ogni informazione scrivete a: a.a.r.t.iniziativeculturali@gmail.com

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