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Le interviste a personalità conosciute ed emergenti, protagoniste del mondo della Cultura e delle Arti

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l'Arte Ambientale di Renzogallo

di Alice Rubbiini

Renzogallo

Questa intervista è stata registrata in occasione della mia visita allo studio romano del Maestro e amico RENZOGALLO. Quando ci incontriamo c’è sempre un bellissimo scambio di idee e opinioni, ho avuto così voglia di aprire al pubblico un po’ delle nostre divagazioni e di mostrare e parlare del suo lavoro, per me  sempre affascinante.

Abbiamo spesso argomentato sui suoi tanti progetti, che ogni volta si configurano come il risultato compiuto di una condizione volta ad una dinamica fruitiva assoluta, in cui le tematiche di ricerca sono organizzate seguendo una geometria storica, un’indicazione cronologica degli elementi fondamentali del suo lavoro.

 Erroneamente io lo definisco scultore, in realtà la sua è arte ambientale, anche quando dipinge un quadro, da tradurre quindi sempre in una versione totalizzante, dove anche le piccole cose sono dettagli di un unico grande paesaggio.

Ho scritto un testo tempo fa, pubblicato sulla sua monografia curata da Tìmia Edizioni, dal titolo “l’astrazione della rappresentazione”, che secondo me, ben definisce sia il suo lavoro che il nostro rapporto autore/critico, e pertanto credo di poter citarne alcuni brani a supporto di questa intervista. …:

…Disegnando un ordine emozionale l’artista regola la disposizione di ogni cosa percorrendo una direzione assolutamente e fortemente sentimentale. Siamo sempre accompagnati all’opera e alla sua ricezione, siamo immersi nel giusto sentire, siamo parte attiva, occhi testimoni di una comunicazione interiore fatta di concentrazione e determinazione, di coscienza e trascendenza.

La linea di riferimento razionale s’insinua e si confonde nella materia e nei contorni oggettuali rivelando allo stesso tempo un’indicazione istintiva che ci conduce inesorabilmente ad un confronto emotivo con il suo lavoro. Due dettagli che indicano il mezzo inafferrabile con cui l’artista scolpisce e struttura una spettacolarità del concetto, togliendo all’opera, con assoluta volontà e consapevolezza, ogni possibilità d’inutile eccesso lasciandoci pochi e centralizzanti elementi: i colori – e anche questi essenziali -, i legni, i metalli,  per toccare subito il nucleo sensazionale della percezione.

Un fare composto di suggestioni con cui l’astrazione della figurazione non lascia spazio ad informazioni superflue, non gira intorno alle parole, l’obiettivo mira dritto alle parti vitali, al cuore, alla testa, al nostro stupore e al nostro turbamento. E poi ci sono anche la storia ed il presente,  codici, simboli e metafore, e c’è il buio intorno alla luce intensa che si staglia sulle superfici e che esalta la linearità o la sinuosità dei profili….

Le forme e i segni rievocati dalla rappresentazione, autobiografici e scenografici, nell’invasione e nell’invenzione, nella semplice quotidianità e nella complessa solennità delle sue opere sono una dimensione sospesa come un respiro di stupore, sono lirismo visivo sempre vigile, come la memoria delle cose più piacevoli, e sottolineano la sua particolare inclinazione a sfidarci in una provocazione percettiva diretta, semplice ma realmente stimolante: guardare o vedere, sentire o ascoltare, prendere fiato o vivere, in un attento rincorrersi tra natura e artificio, tra concreta evocazione e apparente, astratto oblio.

Mi piace molto la qualità forte e discreta di Renzogallo e condivido la sua inclinazione anti-invasiva nei confronti dell’arte e del mondo, l’essenzialità del dialogo silenzioso e sospeso che esprime e la pluralità delle argomentazioni, l’accorta impaginazione delle sue allocuzioni antiteoriche, appassionate e persuasive. E quel che ancor più conquista e quasi provoca, è la suggestione e il magnetismo di un’operazione culturale e poetica che sa accostare la dimensione più fragile all’autorevolezza dell’imponenza, ovvero, il gioco e la sostanza delle proporzioni, la narrazione e il destino di un soggetto qualunque ma particolare e straordinario, come anche la sua stessa chiarezza e ineluttabilità. …

Quindi percezione e sentimento, seduzione, luogo e determinazione da ricondurre ad un’unica unità di equilibrio, insomma la sua è una reale necessità di tradurre armonia e simmetria, coerenza, come anche contorsione mentale a volte, ma sicuramente grande e cosciente affabulazione linguistica in assoluta opera d’arte…

Sì, Renzogallo sa abilmente e romanticamente porci di fronte ad un intenso contraddittorio, provocando ed incitando la nostra percezione, e afferrando con decisione la nostra obiettività, sa mettere in gioco ogni nostra sensazione in un altalenare d’intensità materica, concettuale, filologica.

…Arte, quindi, che riassume e significa ogni mia parola sopra scritta, corpo e anima di un messaggio incessante, incisivo, vibrante; energia libera e dibattito sempre aperto, sempre ricettivo, sempre generoso. Una limpida e crescente tensione intellettuale, voce maestra di un’esperienza che si confronta e non si risparmia, riscattando dalla banalità e dalla sicurezza delle abitudini il nostro modo di osservare la vita. …

Per AARTIC

l'"Opera non fatturabile" 

di SANTOLO DE LUCA.

Tre splendidi dipinti esclusivi per la nostra vetrina crouwdfounding.

Inoltre, i tappeti natura di PIERO GILARDI, un disegno di ALDO DAMIOLI e le foto di BETTY ZANELLI. 

Per ogni informazione scrivete a: a.a.r.t.iniziativeculturali@gmail.com

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