Biennali, triennali e quadriennali – incontri artistici che sono diventati un appuntamento

A partire dalla Biennale di Venezia, dei suoi eventi collaterali e delle sue varie discipline, è sempre più ampio il panorama delle Biennali che nascono e prendono forza nel mondo. Sulla scia quindi di un progetto che vive da più di cent’anni, proprio come quello di Venezia, analizzeremo gli incontri artistici più particolari ed interessanti.

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Biennale Arte 2017 -  "VIVA L'ARTE  VIVA" - Considerazioni finali

Anna Rubbini

Da veneziana ex allieva di Belle Arti e da sempre amante dell’Arte figurativa, la Biennale rappresenta un riferimento vicino e certo per soddisfare una curiosità appassionata, alla stregua dell’interesse di un vasto pubblico per l’evento celebre e storicizzato.

Meno certa è la soddisfazione che traggo alle diverse edizioni, di cui mi piace salvare sempre e comunque la sensazione di assistere ad una spettacolare ricorrenza come solo la Biennale dà al suo pubblico in qualsiasi sua veste, Arte, Cinema, Danza che sia.

Considerando l’edizione appena conclusa, ho tuttavia delle perplessità: se l’intento della curatrice francese Christine Macel è stato quello di proporre una versione incentrata sull’importanza dell’artista, considerato nel suo essere un professionista dell’Arte e, dunque, oltre che un esteta un ricercatore e un interprete, sotto un meraviglioso titolo “Viva L’Arte Viva” le scelte non sono apparse né innovative né tantomeno convincenti.

Volendo vedere, tuttavia, il dato positivo che lo stesso Presidente Baratta ha evidenziato nell’incontro conclusivo con la stampa, c’è stato un aumento significativo del trend d’affluenza, specialmente da parte degli studenti e degli operatori didattici d’ogni livello.

Questo induce ad un’altra considerazione ancor più apprezzabile: la Biennale eleva l’Arte Contemporanea rendendola non tanto polo d’attrazione per collezionisti, mercanti e addetti ai lavori, ma soprattutto un sistema che produce conoscenza e cultura diffusa e condivisa, in modo del tutto antitetico a quanto stiamo assistendo nel Mondo.

Dell’edizione di quest’anno, oltre all’eccezionale consenso di pubblico, ulteriori aspetti positivi sono il ritorno di Nazioni dal lontano passato, a cui si sono aggiunte nuove partecipazioni – ricordiamo gli Stati di Antigua, Barbuda, Kiribati e Nigeria - ; le “tavole rotonde con gli artisti”, che aggiungono ulteriore familiarità all’approccio con l’Arte contemporanea; le attività educational e le visite guidate; l’incremento notevole, infine, delle testimonianze letterarie fornite all’Archivio delle Arti Contemporanee, che particolarmente quest’anno è stato arricchito dai volumi previsti dal programma bibliografia della Biennale e da quello Unpacking My library del padiglione Stirling, aumentando considerevolmente il patrimonio archivistico della Fondazione.

A mio avviso, non c’è niente di più democratico della partecipazione, della voglia di vedere e conoscere altri linguaggi che permettano di spaziare, includendo modalità e mezzi espressivi alternativi - rispetto a diffusi messaggi degradanti e avvilenti dei media - che pur non trovandoci sempre d’accordo sui contenuti, stimolano il nostro senso critico, la nostra reattività, e ci spingono a riflettere sui contenuti e dunque su ciò che ha o non ha per noi valore.

Ecco allora, considerando quanto proposto quest’anno, l’appiattimento della percezione: ad esclusione di alcune importanti dimensioni e di nuove inclusioni social mediatiche - vedi il padiglione francese dedicato alla musica nel suo aspetto di performance – non si riesce a ricordare nulla di particolarmente significativo, di emotivamente coinvolgente, tantomeno “vitale”, quanto invece l’aspirazione di intenti della curatrice. Certo, di tutto un po’ è meglio che niente, ma della Biennale si ricorda senz’altro “The Support” di Francesco Quinn…. Che però non fa parte della rassegna!!! 

Senza voler fare mera retorica, lo spettatore della Biennale è sempre e comunque uno spettatore affezionato, non tanto perché sa di partecipare ad una Kermesse esclusiva in questa piuttosto che un’altra edizione, ma perché rappresenta storicamente, una rassegna che permette di assistere a un melting pot di espressioni artistiche senza eguali in Italia, con il valore aggiunto di poter godere della magnificenza di Venezia.

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