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LUIGI VOLTOLINA, EPIFANIE

  • Immagine del redattore: Anna Rubbini
    Anna Rubbini
  • 7 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min











di Anna Rubbini


Una rivelazione, la comprensione improvvisa della vera natura, del significato profondo della realtà, questo è il senso del titolo e questo contenuto viene restituito al pubblico dal Maestro Luigi Voltolina nella mostra allestita alla Fondazione Bevilacqua La Masa che si è inaugurata il 17 gennaio e rimarrà aperta sino al 15 febbraio, nella sede di Palazzetto Tito a Venezia.

Epifanie come rivelazioni improvvise, momenti di illuminazione e di profonda presa di coscienza che cambiano la percezione di sé e del mondo, rivelando un significato essenziale che abilmente Voltolina riesce a mostrare e ad imprimere con una cifra riconoscibile e del tutto originale. La sua è una scoperta intuitiva, che svela una verità importante in qualsiasi tematica affrontata, in qualsiasi periodo della sua lunga e produttiva carriera.

Luigi Voltolina, Nello Studio, 1989, olio su tela, 120x100 cm
Luigi Voltolina, Nello Studio, 1989, olio su tela, 120x100 cm

Una splendida selezione di lavori, quella presentata alla Fondazione, che attraversa i decenni dagli anni ’90 ad oggi, offre al pubblico una lettura critica inedita del percorso dell’artista, sospesa tra intensità espressiva e rigore formale. L’intento è quello di dare giusto merito all’artista, noto a Venezia con l’appellativo di Maestro, mettendo in luce una figura centrale della scena artistica della città, artefice di una ricerca coerente e immediatamente riconoscibile.

La pratica pittorica di Voltolina si struttura palesemente attorno alla rapidità esecutiva come scelta metodologica e linguistica. Le tele articolano figure in movimento, attraversamenti e dinamiche dello spazio urbano, configurandosi come forme di passaggio più che come immagini compiute: superfici in cui l’esperienza del reale viene intercettata e trattenuta in forma di traccia. Il gesto espressivo rinuncia deliberatamente alla compiutezza formale, privilegiando una dimensione rivelativa e crescente. In questa prospettiva, la ricerca si orienta verso una progressiva riduzione degli elementi visivi, affidandosi a linee, ritmi e stratificazioni minime, capaci di condensare il dinamismo del reale nell’istante della sua apparizione.

Coerentemente, la sua sintesi non richiede talvolta il colore, perché l’immediatezza dell’attimo che si manifesta si riduce in frammenti, in essenzialità, come ritorno cromatico minimo sino al solo bianco e nero.

Luigi Voltolina, Duo, 2006, olio su tela, 110x130cm
Luigi Voltolina, Duo, 2006, olio su tela, 110x130cm

Un modo, questo, di concepire la pittura come atto di attenzione, un approccio come pratica vigile e consapevole, un esercizio dello sguardo che rinuncia alla perfezione formale per accogliere la verità fragile e fugace del momento, che intercetta la precarietà dell’attimo in modo autentico e perfettamente riconoscibile e identitario.

Una collezione di opere con una sola testimonianza scultorea in metallo, un Pinocchio dal naso fallico, a testimonianza della stessa abilità di Voltolina di cogliere la dinamica surrealista della figurazione con la stessa cifra segnica, la stessa confluenza di tratti e linee in versione tridimensionale.



Foto1, Epifanie, particolare della sala centrale, in primo piano la scultura Pinocchio

Foto 2 e 3, Vernice della mostra Epifanie, il Maestro con gli amici, il regista Gianni De luigi (sx) e il litografo Michele Barina (sx), e il Maestro con il regista Gianni De Luigi


Un'unica traccia di un’altrettanto vasta produzione di sculture, disegni e dipinti, nonché di uno splendido capitolo di opere realizzate in vetro di Murano, per mano di altrettanti Maestri Vetrai quali Walter e Mario Furlan, Pino e Giancarlo Signoretto, Loredano Rosin, con i quali ha innescato un rapporto di stima e di amicizia, con una resa artistica straordinaria.

Un invito a non perdere l’occasione di vedere questa esposizione, che testimonia in modo eccellente e rende ancora più inconfutabile l’unicità della cultura veneziana nel panorama delle arti visive contemporanee attraverso lo sguardo ed il lavoro di uno dei suoi più significativi rappresentanti.



La mostra sarà aperta sino al 15 febbraio 2026 a Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826 Venezia, dal Mercoledì alla Domenica con orario 10.30-17.30



18 novembre 2025, Anna Rubbini














 






 





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