Venezia: presentazione Biennale Arte 2017 - "VIVA L'ARTE VIVA"

di Anna Rubbini


L’edizione 2017 della Biennale Arte si prevede interessante, diretta dalla curatrice Christine Macel, che quest’anno porta a Venezia una chiave di lettura dell’Arte contemporanea particolarmente sensibile e attenta alla figura dell’artista e alla sua individuale interpretazione del mondo. Già dal titolo, VIVA ARTE VIVA, questa edizione ci trasmette, attraverso un’esclamazione, l'espressione della passione per l'arte e per la figura dell'artista: essa vuole essere <una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti >, riportando le parole della Macel, per offrire al pubblico propriamente le loro scelte e i loro modi di vivere, che non son altro che individualità che affrontano la complessità del mondo contemporaneo in uno spazio prediletto qual è l’Arte, dandole forma e vita! Già dall’introduzione della presentazione alla stampa di questa edizione, il Presidente Paolo Baratta descrive la Biennale come luogo d’incontro e di ricerca, come un metodo di lavoro che diventa la mission, la ragion d’essere dell’utilità sociale della Biennale stessa. Allo stesso tempo una mostra ispirata, quest’anno, all’ <Umanesimo>, inteso non tanto in senso neoclassico, bensì come celebrazione della capacità dell’uomo, attraverso l’Arte, di non soccombere alle forze avverse generate dai conflitti e dalle avversità del mondo e che possono influire notevolmente in senso riduttivo sulla capacità umana. In esso, l’artista e il suo operato rappresentano un tentativo di liberazione, ed in questo sforzo la Biennale si propone come luogo di viaggio e di esperimento. Se questi sono i concetti ispiratori, un dato singolare è il coinvolgimento di 120 artisti partecipanti, provenienti da 51 paesi, di cui ben 103 sono presenti in Biennale per la prima volta, nella Mostra Internazionale della curatrice. Un’operazione che vuol essere di scoperta e riscoperta da parte della curatrice Macel, se si considera che nella selezione compaiono artisti che lavorano da molto tempo nell’ambito artistico internazionale ma non hanno avuto a suo dire la giusta importanza e affermazione. L’artista viene, dunque, indagato e diviene soggetto fondamentale di questa edizione; una mostra pensata per celebrare l’esistenza e il lavoro degli artisti. Un salto di qualità interessante e, a nostra opinione, molto importante è la possibilità di avere durante tutti i mesi di svolgimento della mostra, un rapporto diretto con gli artisti, attraverso l’organizzazione di tavole rotonde aperte al pubblico. Ogni venerdì e sabato, un artista terrà una Tavola Aperta in due luoghi deputati, il Padiglione Centrale dei Giardini e le Sale d’Armi all’Arsenale, concedendo un momento di convivialità e dialogo diretto con il pubblico presente, che potrà seguire l’evento anche in streaming, a cui saranno invitati a partecipare anche i Padiglioni Nazionali. E’ questo un elemento innovativo e stimolante per capire i mondi degli artisti e ampliare la presenza e la prospettiva dell’arte nella nostra esistenza. La Mostra offre, inoltre, un percorso espositivo che si sviluppa intorno a nove capitoli o famiglie di artisti, cosiddetti Transpadiglioni, nel senso che ospitano rappresentanti di più nazionalità, con due primi universi nel Padiglione Centrale ai Giardini e sette altri universi che si snodano dall'Arsenale fino al Giardino delle Vergini. Dunque, traslando dal Padiglione degli artisti e dei libri, voluto dalla curatrice per documentare la loro formazione e interpretazione dell’arte oltre la testimonianza delle loro opere, si giunge al Padiglione del tempo e dell’infinito, svolgendo un percorso a nove tappe che intende offrire un’esperienza di riflessione sulla complessità del mondo, sulle diverse posizioni assunte dagli artisti e sulla varietà dei loro modi di esprimerle, con un atteggiamento di ampia apertura verso l’altro e verso il pubblico. Una serie di eventi collaterali in via di definizione e che si presume di conoscere con la presentazione alla stampa a maggio, animeranno il corso della manifestazione nello stesso spirito di rendere l’artista soggetto della mostra. I cataloghi saranno in effetti 2, uno per la parte documentale e di presentazione degli artisti presentati da Christine Macel, l’altro dedicato alle Partecipazioni Nazionali, ai Progetti Speciali e agli Eventi Collaterali. Separatamente, sarà editata la Guida della Mostra. Per dovere di cronaca, si ricorda che nei due Padiglioni principali si realizza il Progetto Pratiche d’Artista, una raccolta di video autoprodotti dai rappresentanti invitati sul loro modo di lavorare. Sempre nel Padiglione Centrale verrà ospitato il Progetto La Mia Biblioteca, intesa come insieme di letture che ha segnato la formazione degli artisti e potenziale fonte di ispirazione per il pubblico. Saranno poi realizzati contemporaneamente una ventina di Progetti Speciali e Performance, che si svolgeranno nei giorni d’inaugurazione, pensati per i Giardini e visibili in streaming in una delle sale dell’Arsenale. Anche quest’anno hanno confermato la loro collaborazione con la Biennale il Victoria Albert Museum di Londra per il Padiglione delle Arti Applicate a cura di George Pardo, artista e scultore cubano; e il Teatro La Fenice per il Progetto Speciale dedicato quest’anno all’opera Cefalo e Procri. Sarà visibile, inoltre, in prima assoluta a settembre al Teatro Malibran, l’opera dell’artista Philippe Parreno, proseguendo le collaborazioni delle passate edizioni che hanno visto gli interventi di artisti del calibro di Mariko Mori e poi di Kara Walker. Confermati anche i progetti Biennale Session per i rapporti con le Università e l’attività Educational, che si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado, nello stesso spirito che connota da sempre la Biennale di diventare luogo di incontro e scambio interculturale. Si ricordano, infine, i sostenitori della Mostra, partendo dal main patner Swatch, nonché gli sponsor JTI, Vela Venezia-Unica, Illy Caffè e Coima. La chermesse e la rassegna stampa della manifestazione è consultabile sul sito ufficiale della Biennale: www.labiennale.org