UNA NUOVA SEDE PER LA GALLERIA PERSANO

di Anna Rubbini


Non finisce di spostarsi nel centro di Torino la famosa galleria di Giorgio Persano, celebrando i cinquant’anni di attività con una nuova sede prestigiosa a Palazzo Scaglia di Verrùa, in Via Stampatori 4.

Agli inizi della sua attività, nel 1970, la galleria si chiamava Multipli e il suo lavoro era strettamente connesso alla Pop Art, introducendo pioneristicamente l’arte americana in Italia, e all’Arte Povera, diffondendo i lavori degli artisti di questa corrente, arrivando a produrre multipli con una tiratura limitata.

Dopo soli cinque anni di attività la galleria cambia nome, identificandosi da allora con il nome del suo gallerista. Da quel momento Persano iniziò un lavoro più riconosciuto e di tipo progettuale, attuando una programmazione di mostre per lo più monografiche ed intessendo rapporti di collaborazione con i più grandi artisti che segnarono la storia dell’arte di quegli anni e che, anche attualmente, continuano ad essere parte attiva delle esposizioni della galleria.

Nomi come Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Pier Paolo Calzolari, Gilberto Zorio, Mimmo Paladino, Johannis Kunellis, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Nicola De Maria, per citarne solo alcuni che, tra i tanti, restano tra i più rappresentativi dell’arte italiana contemporanea e sono diventati celebri a livello internazionale.

Un lavoro quello di Giorgio Persano che è iniziato credendo grandemente nelle mostre monografiche, pensate come grande evento, costruite sull’attività dell’artista e contribuendo ad esaltarne l’opera come avviene per i grandi maestri del passato.

Non è un caso, infatti, che la figura del gallerista torinese sia emblematica nella scena dell’arte contemporanea italiana, contraddistinto dal possedere un grande intuito e nel rappresentare i grandi talenti, mantenendo un occhio costante all’arte dei giovani più promettenti nel panorama attuale, accanto a quella dei testimoni più consolidati.

La sua presenza nelle principali fiere nazionali, e soprattutto internazionali, come Artefiera a Bologna, ArtBasel, Arco a Madrid, Fiac a Parigi, per citarne alcune, è un altro segno distintivo dell’impegno commerciale e culturale che ha reso il lavoro di questo gallerista un esempio per questo particolare e importante settore.

La prima sede in via della Rosa è stata lasciata nel 2000 per trasferirsi in una zona più centrale della città, esattamente in Piazza Vittorio e nel 2005 fu affiancata da una seconda sede in via Principessa Clotilde: quest’ultima, dal 2010 sino ad oggi, è rimasta l’unico spazio della Galleria.


Foto Courtesy Galleria Giorgio Persano


L’attuale location in via Stamperie 4 è decisamente molto autorevole, vanta un intero piano nobile del Palazzo Scaglia di Verrùa, che consiste in un’enorme unica sala con imponenti soffitti a cassettoni, ed inaugura il nuovo corso con una grande scultura dell’artista greco Kostas Varotsos, in pieno stile “Persano”. Lo scultore ed architetto ellenico, più volte presente in Biennale a Venezia con opere di grande effetto scenografico costruite site specific prevalentemente in vetro, è uno degli artisti presenti da più lunga data nella scuderia di Giorgio Persano.

Anche in quest’occasione, l’artista propone al pubblico una scultura in vetro di grande fascino, lanciando un messaggio di natura sociale a sottolineare la fragilità e le contraddizioni che caratterizzano la delicata realtà del nostro presente.

La nuova galleria si estende anche in una corte esterna dove è collocata un’altra scultura e, quasi ad amplificare l’effetto scenico dato dalle grande vetrate che la circondano, trovano posto alcune sculture specchianti di Pistoletto della serie “Comunicazione”, realizzate con la galleria nel 2018.

Lo spettatore viene così accolto in un contesto molto affascinante: l’ambiente ricreato in questo spazio “serra”, avvolge l’astante e lo immerge in un’atmosfera attraente e magica, in un’alchimia tra passato architettonico e arte contemporanea insolitamente originale e di grande prestigio, come Giorgio Persano, del resto, ha sempre abituato il suo pubblico.


5 ottobre 2020, Anna Rubbini