#Oltreconfine - una mostra di Betty Zanelli

Inauguriamo oggi #Oltreconfine, la mostra online di Betty Zanelli,

un itinerario evocativo ed emozionale, fatto di paesaggi inconsueti, dai colori intensi, di effetti di luce e di contrasti cromatici che convivono in un singolare equilibrio.

Le opere parlano di memoria collettiva e ricordi privati mescolati in una sovrapposizione di sensazioni che riemergono. Un racconto in dieci opere in cui si leggono

suggestioni che si susseguono nella circolarità dell’installazione.

Questo evento è parte del nostro progetto espositivo che si realizza attraverso il lavoro di molti degli artisti che abbiamo incontrato nel nostro programma giornalistico.

La mostra sarà visitabile da oggi, 24 maggio, al 24 luglio 2021.

https://artspaces.kunstmatrix.com/en/exhibition/5490556/betty-zanelli-oltreconfine

Presentiamo il testo che accompagna la mostra seguito dal curriculum dell'artista.




Essere qui e altrove, respirare un’atmosfera differente e ritrovarla per immagini. Un diario di figure e di forme, raccolte, percorse e guardate con occhi e dettagli diversi, dove le cose assumono un aspetto eterogeneo, nostalgico e astratto allo stesso tempo. Questa mostra è un itinerario evocativo ed emozionale, fatto di luoghi che non sono paesaggi consueti, bensì particolari dai colori intensi amalgamati a superfici e materie che si accumulano, si impastano, effetti di luce e di contrasti cromatici che convivono in un singolare equilibrio. Le opere parlano di memoria collettiva e ricordi privati mescolati in una sovrapposizione di sensazioni che riemergono, di simboli, citazioni, situazioni, di oggetti ritrovati, di pittura e fotografia. Ogni strato è una traccia della narrazione, la sintesi di un racconto in dieci atti atemporali (le dieci opere), in cui si leggono annotazioni e digressioni, insoliti riverberi, suggestioni che si susseguono nella circolarità dell’installazione.

Ogni soggetto è parte del lungo percorso di continua analisi che Betty Zanelli concretizza attraverso il proprio lavoro; la figurazione, è un segmento di questo suo esperimento concettuale, che si ripete nel tempo e nella ricerca, attraverso media diversi, formalizzazioni nuove, competenze tecniche e teoriche. Tutto orienta al dato emergente di questo sconfinato viaggio creativo, e forse anche esistenziale, tutto conduce alla “condanna” del ritorno, a quella voglia di non guardarsi indietro, di avviarsi ogni giorno e lasciare dietro di sé la certezza e il conforto delle cose certe. Perché dovremmo, se amiamo così tanto partire?

La méta è solo questione di un momento, è uno stato mentale, perché da lì si riprende il percorso; l’artista raccoglie e dispone informazioni come tante briciole che tracciano e confortano il cammino, ma esiste un infinito dimensionale, potenziale, fisico e viscerale che viene superato proprio dal desiderio di incontrare altre realtà, altre dimensioni.

La relazione di questo viaggio, il passaggio dall’azione alla trasposizione della sua struttura descrittiva è reso sconfinato nella sua concreta enunciazione. In queste istantanee emozionali, ogni richiamo narrativo, ogni supporto letterario e cinematografico, tutta questa poesia d’insieme, naturale ed incondizionata, che appartiene alla storia e alla Sua cultura è semplicemente per lei ripercorrere e rivelare il proprio vissuto migliore.

Ci sono, io credo, tre elementi visivi che più di altri emergono in questo gruppo di opere: la presenza umana, non sovente coinvolta nel suo lavoro; le porte (soggetto da cui ha avuto inizio la sua carriera artistica) e il colore.


In Alice e Disappeared without a Trace la presenza umana è un documento, un accadimento, una deposizione, mentre in Hemìepes, C-Orange, Refuse Resist, Group in Red and Blue, Salt Man, le persone assumono più la definizione della fotoricordo, prova di un passaggio in quel luogo, nota di viaggio, dove le velature e le pennellate, le parole e tutti gli altri elementi presenti, creano una sospensione, lasciando all’identità dello spazio circostante un’aura di onirica reminiscenza. Le porte, aperte o chiuse, ci lasciano comunque fuori a guardare senza mai entrare, il passo è breve ma siamo estromessi, l’azione è all'esterno e il mondo dentro non ci appartiene. Il colore è un elemento forte, di dissidio e attrazione, le stesure sulla superficie, invece, sono i racconti dell’artista, fatti di pittura, segni rossi che vogliono attraversare l’immagine per creare un prima e un dopo, un davanti e un dietro lo schermo, come se fossimo al cinema. E infatti alcune opere rimandano al fermo-immagine filmico, frutto di riferimenti noti o meno. Il cinema, quella grande passione che l’ha accompagnata in tutta la sua vita, nelle esperienze personali, nella sua storia e cultura, è quindi inevitabile per lei farvi riferimento.

Elemento su elemento, si dipanano suggestioni sempre più percettibili, segni che spesso sono parte della nostra cultura popolare, come le raffigurazioni religiose - il capitello ad esempio, o i calici - da cui siamo circondati senza rendercene conto. E poi ancora ravvisiamo scritte in latino, parole, tessuti, cose rinvenute che si palesano in questa personale enunciazione che da sempre coglie e fa proprio l’oggetto abbandonato, così come gli stessi luoghi dismessi, introversi e dimenticati, avvolti nel silenzio.


Alice Rubbini


24 maggio 2021


L'Artista e la sua carriera.


Betty Zanelli (aka Elisabetta Zanelli) è un’artista visiva che, formatasi come pittrice, lavora principalmente con la fotografia, il disegno e l’installazione. Ha vissuto e lavorato per otto anni a New York, poi di nuovo in Europa e recentemente a Berlino dove ha esposto negli spazi dello I-A-M. Ha partecipato a numerosi progetti tra cui il Project Studio Space Program del P.S.122 di New York dove per due anni ha ottenuto lo studio e l’art residency. Ha esposto a Los Angeles e allo Snug Harbor Museum di New York con l’installazione Symphony of the Lost Ideal dedicata alla caduta del muro di Berlino, una città da sempre particolarmente significativa per la sua tematica artistica. Altre importanti mostre personali e collettive si sono tenute a New York: Newhouse Center for Contemporary Art, Snug Harbor Museum, P.S.122 Gallery, MMC Gallery, NYU Bobst Library, Knitting Factory; a Los Angeles:Ben Maltz Gallery; a Berlino: Büro für Bestimmete Dinge, Institut für Alles Mögliche, Kanzlei and CAOC Gallery; a Londra: Art Works Space; a Roma, Bologna, Rimini e altre città italiane: eLaSTiCo, Spazio Lavi, Arco di Rab, Il Graffio, Il Campo delle Fragole, Studio Mascarella, H2O Art Space, Natural-Camera, Due Punti Lab, L’Ariete Arte Contemporanea, Goethe Zentrum-Istituto di cultura germanica, Museo della Città di Rimini. Ha esposto a Berlino presso l’Institut für Alles Mögliche (dove è stata residence artist nel 2014, nel 2015 e nel 2017) e alla Biennale del Disegno di Rimini 2018 al Museo della Città. Fin dall’anno 2000, Betty Zanelli ha privilegiato la fotografia e la stampa digitale, mezzo con cui ha indagato a fondo l’iconografia e la cultura popolare. Il suo lavoro più recente ha come oggetto alcuni aspetti dissonanti delle metropoli, luoghi abbandonati e in disuso o un tempo deputati al divertimento, indagine, questa, approfondita attraverso i suoi viaggi, come nel caso dello Spreepark di Berlino, l’ex Kulturpark della DDR che ha documentato dal 2011. In gennaio 2016, Betty Zanelli ha realizzato un’importante mostra personale a Bologna al Goethe Zentrum, Istituto di Cultura Germanica, curata da Alice Rubbini: Landschaften, Raumschiffe und andere Wunder/Berlin (Paesaggi, astronavi e altre meraviglie)in cui ha presentato la propria personale ricerca sul Kulturpark e altri luoghi (e non luoghi) della ex Germania Est. In aprile 2017 ha esposto a Berlino il suo lavoro più recente con la personale Trans-boundary, mostra in cui, senza escludere la fotografia, torna all’originaria passione per il disegno e per l’installazione. Nel 2018, con il progetto Trans-boundary, ha inoltre partecipato alla Biennale del Disegno di Rimini, curata da Massimo Pulini. Recentemente ha esposto al Museo Magi ‘900, ha realizzato Transboundary #4 in occasione di Arte Fiera 2019, ha partecipato alla mostra B-Archive al Museo della Città di Rimini e alla mostra collettiva The Game alla galleria Millepiani di Roma. Nel 2021 il suo lavoro è esposto in due gallerie statunitensi, Envision Arts e Praxis Gallery.

Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e docente di Decorazione e Fashion Design (Biennio specialistico) presso lo stesso Istituto, Betty Zanelli ha inoltre organizzato, dal 2012, performances e sfilate con i propri studenti presso il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e presso la Galleria Enrico Astuni. /Shows/Mostre/ /One Person Shows/Personali/ 2019 - Cobalto Lab, Bologna, Trans.boundary #4 2017 - Büro für Bestimmte Dinge, Berlin, Trans - Boundary 2016 - Goethe Zentrum Istituto di Cultura Germanica, Bologna, Landschaften, Raumschiffe und andere Wunder/Berlin (Paesaggi, astronavi e altre meraviglie/Berlino), curata da Alice Rubbini 2015 - Kanzlei, Berlin, Urban Not Urban, curata da Stefan Riebel 2014 - Buro für Bestimmete Dinge, Institut für Alles Mögliche, Berlino, Small Wonders - Büro für Bestimmete Dinge, Institut für Alles Mögliche, Berlino, Instant Memories 2013 - Open Studio, Bologna, Small Wonders, IX Giornata del Contemporaneo, AMACI - eLaSTiCo gallery, Bologna, The Teddy Bears Picnic 2012 - Spazio Lavì, Sarnano, Macerata, Merry Go Round, curata da Alice Rubbini 2010 - Natural-Camera, Bologna, Not Even A Mouse 2008 - Open Studio, Bologna, Open Studio # 2 2006 - Caffè Nuova Italia, Castel San Pietro, Bologna, Hemiepès, per I martedì della Nuova Italia - Open Studio, Bologna, Open Studio #1 2004 - Riff Raff, Bologna, Femmes,Femmes,Femmes - Matusel Art Project, Bologna, Instrumental


2000 - Studio Mascarella, Bologna, Ride

1997 - Galleria Il Graffio, Bologna, Nuche,Installazione

1996 - Galleria Il Graffio, Bologna, Public Domain, Installazione

1988 - P.S.122 Gallery, New York, Relative Aliens

1985 - Galleria Centro Mascarella, Bologna, Apparenze/Appearances, curata da Ida Panicelli

1984 - Galleria Arco di Rab, Roma, Mutazioni a cura di Ida Panicelli




/Group Shows/Collettive/


2021 - Regione Emilia Romagna, spazi espositivi dell’Assemblea legislativa, Bologna

“L’emozione femminile nelle arti: poetiche, tecniche e materiali nella ricerca contemporanea in Emilia

Romagna” curata da Sandro Malossini

- Praxis Gallery, Photo Art Center, Minneapolis, USA, Empty Spaces:Abandoned Places

- Envision Arts Gallery, USA, Sapphyre, https://www.envisionartshow.com/sapphire -

2019 - Spazio Millepiani, Roma, The Game

- Museo della Città, Rimini, B-Archive. Le opere donate all'Archivio Biennale Disegno Rimini

- Millenium Gallery, Bologna, Artisti per Roberto Vitali 2018 - Museo della Città di Rimini, Ala Nuova, Cantiere Disegno Biennale del Disegno, a cura di

Massimo Pulini, Trans-boundary

- Museo Magi '900, Pieve di Cento, TUTTE! curata da Valeria Tassinari 2016 - Lavì City, Bologna, Oltre il paesaggio, XII giornata del contemporaneo di AMACI,

2015 - San Vitale 41, Massa Lombarda, Dialoghi, a cura di Andrea Bruni

2014 - Due Punti Lab, Bologna, Tutto è paesaggio, a cura di Piero Orlandi

2012 - Ex Chiesa in Albis ed Ex Macello Comunale, Russi (RA), Visioni Barbariche, a cura di Bruno

Bandini e Beatrice Buscaroli

- Un1Co, Arte Fiera Off, Bologna, ECOanimali, a cura di M.L. Tega

2011 - L'Ariete Arte Contemporanea, Bologna, PHOTO

- Sedi Diverse, Bologna, Premio Celeste, Open Studios

2010 - Reggia di Caserta, La terra ha bisogno degli uomini, Artisti delle Accademie di Belle Arti

d’Italia Seconda Edizione

- H2o Art Space, Bologna, Bohème, a cura di Luigi Mastrangelo e Frank Pallotta

2009 - Massa Lombarda, Ravenna, spazi diversi, Lavori in Corso d’Opera a cura di Lamberto

Caravita e Vania Bertozzi

- Galleria Magma, Bologna, Libri d’Artista in Galleria

2008 - Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, Bologna, Testimoni silenziose Luoghi d’incontro

- Magma Gallery, Bologna, Di/segni Di/spersi a cura di Vittorio Mascalchi

- Kaos Associazione Culturale, Bologna, 10x10

2007 - Galleria Il Graffio, Bologna, La violenza illustrata

- Selva di Tirli, Firenzuola (FI), Installation Event

- Ca’ de Mandorli Art Project, San Lazzaro di Savena, Bologna, Artists for Human Rights,

- Cinema Lumière, Bologna, 7th International Arts and Film Festival, Human Rights Nights,

Artists for Human Rights

- Atanor Studio, Bologna, Sacred

2006 - Palazzo d’Accursio, Bologna, La violenza Illustrata

2005 - Hype Gallery, Milano, Hype Group Show

2004 - Il Campo delle Fragole, Bologna, Exit 8

2003 - Il Campo delle Fragole, Bologna, Help

2002 - Il Campo delle Fragole, Bologna, Good Friends

2001 - La Linea, Bologna, Lineart

1999 - Cantina Bentivoglio, Bologna, D'Annunzio

1998 - Palazzo Ducale, Pavullo, Il viaggio

- Teatro La Venere, Savignano sul Panaro, Il viaggio 2

1997 - Galleria Il Campo delle Fragole, Bologna, Exit

1996 - Biblioteca Comunale, Aprilia, I Luoghi del Tempo curata da Mariano Apa

1995 - Rocca di Ravaldino, Forlì, Il cielo indifferente

- Spazio Donna, Festa dell’unità, Bologna, Oltre la barriera a cura di Enzo Santese

- Caserme Rosse, Bologna, Incontri artistici di Libera/Azione

- Chiostri Benedettini di San Pietro, Reggio Emilia, Composizione per Santa

Dimenticata, installazione nella “stanza della scala”,sezione BBS della mostra Aura

Aurea curata da Silvia Moretti e Giovanni Nicolini

- Chiesa di S.Filippo, Reggio Emilia, Pillow Talk, installazione mostra Della priorità del cuore

curata da Silvia Moretti e Giovanni Nicolini

1994 - CAOC Gallery, Berlino, Small World-Small Works, curata da Jürgen