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Emanuele Chiappero
La musica è arrivata nella mia vita all’improvviso.

Avevo 3 anni e ricordo perfettamente il momento in cui i miei genitori mi regalarono una fisarmonica giocattolo tutta blu con l’interno giallo. Mio papà era molto appassionato di musica occitana e spesso mi portava con lui alle serate: era divertente e buffo assistere a queste feste collettive. In particolare seguiva un gruppo ancora oggi molto famoso, i Lou Dalfin. Durante uno dei loro Concerti, davanti a centinaia di persone, ho iniziato a suonare come un pazzo scalmanato la mia mini fisarmonica. La cosa ha evidentemente suscitato lo stupore del pubblico e soprattutto della band che mi ha subito chiamato sul palco. Il giorno dopo qualche giornale locale ne ha parlato e mia nonna conserva ancora gelosamente un articolo con la mia foto.

Racconto sempre questo episodio perché oggi, visto in retrospettiva, ha significato tanto di quello che sarebbe stato poi il mio futuro.

Pochi mesi dopo ho cominciato a suonare il Violino. Anche qui ricordo un episodio memorabile di scelta fra il Violino e il Pianoforte: è stato bizzarro. Il pianoforte era lo strumento di mamma e io volevo il mio, da lì ho scelto il violino, mentre mio papa’ era rimasto delusissimo perché’ non avevo scelto di suonare la sua “Fisa”.

Avevo 4 anni, ero un piccolo violinista <cazzuto>, e in poco tempo mi sono fatto avanti e ho superato tanti piccoli ostacoli, suscitando forse anche troppe attenzioni tra chi mi voleva spingere troppo e chi troppo poco.

Nel frattempo a casa si lavorava e io  passavo tanto tempo dai miei nonni: non sapevo fare altro che cercare per casa i dolcetti proibiti che mia nonna nascondeva non troppo bene e mai troppo in alto per le mie manine. Così facendo un giorno mi sono imbattuto in una pila di Vinili enorme. Non avevo idea di cosa fossero ma in pochi minuti avevo già imparato a metterli nel giradischi e farli suonare: che figata!

Il primo disco ascoltato è stato “La Vita è adesso” di Claudio Baglioni.

Per un po' ho consumato quello fino a scoprire tra le scartoffie un ragazzo alto, magro e con i capelli lunghi, che in un attimo è diventato esattamente “quello che io sarei stato da grande”.

Quest'uomo era piuttosto strano e ... si chiamava Alberto Fortis.

Le sue canzoni sono diventate  in un attimo la colonna sonora di ogni mia giornata.

Fra lo stupore comprensibile di mia mamma e di mia zia che erano fans sfegatate, ho consumato ogni singolo disco alla nausea fino a sapere ogni canzone a memoria.

Quando i miei nonni andavano a dormire io allestivo tutta la Band: con la scopa ero chitarrista, con i soprammobili e le pentole suonavo la batteria e soprattutto cantavo a squarciagola tutto dalla prima all’ultima canzone.

Il 9 ottobre 2005 finisco ad Asti ad un suo Concerto e lì per la prima volta lo incontro.

A distanza di quasi 15 anni lui racconta ancora nei suoi Concerti questo episodio incredibile di un bambino che corre per le scale e lo abbraccia piangendo.

Quel giorno la mia vita è cambiata e soprattutto ho conosciuto chi oggi è per me il più stretto amico su cui poter contare, un fratello e compagno di viaggio di tutti i giorni.

In quegli anni l’ho seguito tantissimo.

Anche prima di conoscerlo lo tempestavo di lettere alle quali lui non rispondeva mai, poi manmano abbiamo instaurato uno stabile rapporto epistolare.

Spesso andavo ai suoi Concerti e lui di me si ricordava.

Oggi mi sopporta poco, ma già allora mi voleva bene.

Una volta mi sono persino trovato a Milano, dopo un suo concerto, in braccio a Franco Califano con Alberto che raccontava la mia storia.

Da pelle d’oca pensarci ancora oggi....

Dopo quegli anni intensi ho pian piano lasciato la musica.

Era diventato tutto troppo impegnativo, dovevo studiare 8/10 ore al giorno e la mia testa non me lo voleva concedere. In più facevo sci a livello agonistico – oggi la professione di maestro di sci è il mio secondo lavoro -.

Ho odiato il violino, il Conservatorio, e tutte le persone vagamente collegate a quelle circostanze.

Ho anche smesso per un breve periodo di seguire Alberto.

Poi è arrivato il Liceo e insieme a lui anche l’Amore per Rossana con la quale dalla IVa ginnasio non mi sono praticamente mai più lasciato fino ad oggi.

Lei ha preso in mano la mia vita in un momento difficile e tutt’ora è il mio principale riferimento affettivo, senza nulla togliere al bene che voglio ai miei genitori e in generale alla mia famiglia.

Ma Ross mi ha sempre capito: mi ha aiutato nel bene e nel male e nel mio rapporto con la Musica è stata ed tutt’ora una componente fondamentale.

Al secondo anno di liceo dopo diversi tira e molla ho definitivamente lasciato il Violino e il Conservatorio ma ho continuato a suonare il Pianoforte per conto mio, e soprattutto ho scritto le mie prime canzoni.

Ho anche ripreso il mio stabile rapporto epistolare con Alberto fino a che un giorno si verifica una coincidenza davvero incredibile: ... scopro attraverso mio padre che un suo collega - Massimo, oggi mio caro amico – sta organizzando un Concerto di Alberto  a Torino.

Mi trovo così invitato alla riunione organizzativa dove c’è anche Alberto.

In quell’occasione lo rivedo, dopo diversi anni, ed è da quel Concerto di Dicembre 2015 che nasce prima l’"Amicizia" e poi il rapporto lavorativo.

Ho iniziato a seguirlo come Webmaster: non ho timore di dire che ho improvvisato il mestiere.

Mi ci sono messo con grande dedizione e in pochi mesi abbiamo ottenuto dei grandi risultati.

Manmano la nostra amicizia si è rafforzata e la collaborazione si è estesa. Ho iniziato ad affiancarlo sul Booking fino a seguirlo per diversi mesi e fino ad oggi come <Assistente personale> nelle varie circostanze.

Nel suo ultimo Tour mi ha ospitato al Violino in alcuni Concerti.

Queste è stata per  me un’esperienza davvero importante perché mi ha permesso di conoscere nel profondo le dinamiche legate al mondo artistico ed in particolare alla figura dell’Artista.

Nel tempo ho avuto coraggio di confessare il mio sogno nel cassetto di diventare Cantautore e Alberto mi ha da subito supportato molto. Abbiamo iniziato a lavorare sui miei brani e ho iniziato a curare la Voce con due persone fondamentali che voglio citare e che sono state nelle battute iniziali Francesca Oliveri e poi Danila Satragno (ndr anche Vocal Coach di X Factor) con la quale oggi stiamo facendo un bellissimo percorso.

Nel presente ho voglia di esplorare e di lavorare tanto su di me e sul mio mondo artistico per conoscermi al meglio e crescere a livello compositivo. Suonare con Alberto mi dà emozioni fortissime ma ho sempre più voglia di cantare la mia musica, il tempo è prezioso e non bisogna avere fretta. Oggi il mondo frenetico dei Talent ci racconta una musica leggera che va e viene con eccessiva superficialità, la gavetta invece è una componente fondamentale per chi voglia avere a che fare con l’Arte Musica.

Certo, Non deve diventare un processo infinito ma per comunicare qualcosa ci vuole una storia da raccontare, io sto tentando di costruirmela e fretta non ne ho.

Se Dio vorrà, un giorno avrò anche io la mia storia da raccontare e la mia Sedia di Lillà da scrivere.

Al momento continuo anche a studiare Giurisprudenza perche’ nella Vita non si scherza e la mia fidanzata mi ha già’ fatto sapere dal suo Avvocato che vuole due figli entro i 30 anni.

Non voglio vivere per me stesso quindi ho promesso di sognare con moderazione, se mai un giorno si aprirà la porta giusta il primo Album è pronto per essere prodotto.

Il sogno dei sogni? Cantare con Alberto a SanSiro davanti a 50.000 persone in visibilio.

Lì chiuderei il cerchio, per me e per lui.

Per AARTIC

l'"Opera non fatturabile" 

di SANTOLO DE LUCA.

Tre splendidi dipinti esclusivi per la nostra vetrina crouwdfounding.

Inoltre, i tappeti natura di PIERO GILARDI, un disegno di ALDO DAMIOLI e le foto di BETTY ZANELLI. 

Per ogni informazione scrivete a: a.a.r.t.iniziativeculturali@gmail.com

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