paeSaggi

Una rubrica di interazione per la cultura contemporanea e le arti visive sulla tematica del "paesaggio"

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Ormai da quattro anni seguo una manifestazione di Architettura e Natura organizzata a San Venanzo (Terni) promossa e realizzata dall'Associazione "Architetto Simonetta Bastelli",con la funzione di Direttore Artistico. Un appuntamento annuale che trova l’incontro dei più noti esperti internazionali del Paesaggio. Non poteva ovviamente mancare la presenza dell’Arte che, da sempre su questo tema, ha avuto un ruolo principale di lettura e di narrazione. Fino ai tempi più recenti in cui l’Arte ha assunto il ruolo di attore diretto sul Paesaggio e sulla sua trasformazione.

Le manifestazioni che si sono succedute ogni anno con interventi di studio, premi sulla progettazione e sviluppo dei temi suggeriti di volta in volta, convegni diffusi, workshop con studenti, manifestazioni artistiche e installazioni in loco, hanno visto l’intervento di numerosi personaggi delle Università, delle Accademie di Belle Arti, nonché di artisti e studiosi particolarmente sensibili al problema del Paesaggio.

Un incontro che nella magnifica cornice di Villa Faina a San Venanzo e nella vicina splendida frazione di Poggio Aquilone getta le basi per un approfondito studio sulle problematiche connesse al Paesaggio e sulle proposte per la sua tutela e alla sua progettazione.

 

Renzogallo

“Un paesaggio è uno stato d’animo”

di Stefano Damiano

Cominciare una riflessione sul paesaggio con questa frase di Henri Frédéric Amiel può sembrare una scelta azzardata anche perché, forse, non si dovrebbe iniziare uno scritto citando qualcosa che è già stato detto; ma in realtà Amiel, in 6 parole, esprime tutta la complessità del rapporto tra uomo e paesaggio nei suoi aspetti più compositi, anche intimistici … inoltre sarebbe presuntuoso pensare di poter riflettere sul paesaggio senza rendersi conto che tale ragionamento è, e sarà sempre, un’esigenza in divenire. Un uomo, difatti, nel domandarsi cosa sia realmente il paesaggio, si pone un interrogativo sul suo modo agire nella realtà che lo circonda. Una semplice digressione filosofica ci ricorda come l’individuo si definisce anche e soprattutto attraverso le azioni che compie, ed essendo il paesaggio il luogo entro cui tali azioni vengono compiute si finisce col comprendere che una riflessione su di esso significa interrogarsi sull’uomo e sulle decisioni che ne configurano il percorso.

La Convenzione Europea del Paesaggio sottolinea “gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualità e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione” e che “il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”.

L’uomo vive nel paesaggio, lo forma ed a sua volta è condizionato da esso. Questo legame cambia con l’evolversi della storia e della cultura; difatti, l’arte, attraverso differenti linguaggi, ha espresso nelle proprie opere questo rapporto.

La letteratura è piena di aforismi sul paesaggio e in ognuna di esse c’è una parte di verità, come se si trattasse di tasselli di un mosaico che solo se messi assieme compongono un significato unico.

Fernando Pessoa scriveva “eterni viandanti di noi stessi, non esiste altro paesaggio se non quello che siamo”; in questo aforisma il rapporto tra paesaggio e uomo viene espresso in tutta la sua complessità sottolineando come il primo sia lo specchio delle dinamiche di trasformazione del secondo.

Vi è dunque, una sorta di rappresentazione in cui, attraverso i differenti linguaggi dell’arte si avvia un profondo percorso conoscitivo; dunque l’arte ci fa da guida ricordandoci, però, che che la forma di espressione potrebbe diventare  un modello di rappresentazione non veritiera della realtà, rischio evidenziato da Oscar Wild con il sarcasmo che contraddistingue: “la natura imita ciò che l’opera d’arte le propone. Avete notato come, da qualche tempo, la natura si è messa a somigliare ai paesaggi di Corot?”.

Così come la letteratura anche le arti figurative producono uno stato emozionale da cui scaturisce una simile riflessione; ne è un esempio l’ “Allegoria del buono e del cattivo governo in città ed in campagna”’ del Lorenzetti, così come le opere di Van Gogh, Picasso e degli italiani Segantini Boccioni, Rosai, sino alle opere della Land Art in cui il rapporto tra uomo e paesaggio si esprime in una dimensione ancor più complessa; l’artista interviene direttamente sul paesaggio e lo “spettatore – attore” di queste opere percepisce il processo ideativo e concettuale nella consapevolezza, conscia o inconscia, di una somiglianza con il proprio agire quotidiano dove ogni azione individuale produce una interazione con il contesto ed un conseguente e vicendevole trasformazione.

Vi è dunque il paesaggio nell’arte e viceversa; è evidente, così, che l’espressione artistica possa educarne al valore.

Anche nel “progetto di paesaggio”, sebbene con obiettivi e funzionalità differenti, viene dichiarata un’intenzionalità simile all’espressività percepita nelle opere di Land Art.

Dunque arte, natura ed architettura possono reciprocamente specchiarsi con la volontà di  acquisire una maggiore consapevolezza degli intrecci esistenti.

L’esigenza, però, è quella di dotarsi, in primis, degli strumenti necessari al fine di realizzare questo percorso di comprensione.

Il panorama culturale offre molteplici punti di incontro e riflessione sul rapporto tra arte, natura ed architettura ed uno di essi, “Architettura e Natura”, organizzato dall’associazione culturale “architetto Simonetta Bastelli”, tenta di realizzare un luogo di discussione attraverso percorsi di partecipazione differenti.

Il fine dell’intera manifestazione è quello di diffondere la cultura del paesaggio di qualità, con particolare attenzione alle attività di educazione e formazione delle nuove generazioni su un tema tanto rilevante.

Sin dalla sua prima edizione l’evento, diretto dal Prof. A. M. Ippolito, si è strutturato in 4 diverse attività: il Premio internazionale Simonetta Bastelli, il Convegno Internazionale diffuso di San Venanzo, il Workshop stanziale di Poggio Aquilone ed infine gli Eventi collaterali con numerose iniziative di tipo artistico, culturale e ricreativo rivolto ai partecipanti ed al pubblico presente.

Il Premio internazionale, dedicato all’architetto Simonetta Bastelli, è finalizzato a diffondere la cultura del paesaggio di qualità e intende ampliarne la conoscenza in un idoneo rapporto tra architettura e natura.

La partecipazione al concorso è consentita sia individualmente che in gruppo ed il concorso è suddiviso in quattro sezioni: professionisti, giovani, tesi di laurea e studenti. Anche per il concorso 2017 il tema del Premio è la progettazione degli spazi esterni in ambito urbano, con particolare attenzione al rapporto tra architettura e natura.

I vincitori del premio in ogni edizione hanno ricevuto un’opera unica dell’artista Renzogallo a dimostrazione del rapporto esistente tra la Manifestazione e l’arte.

Il secondo evento è il Convegno Internazionale diffuso che ha assunto una rilevanza internazionale sempre maggiore, grazie alla sua formula attiva e partecipata ed al valore degli interventi. Nelle scorse edizioni importanti ospiti (Jordi Bellmunt, Henri Bava, Paolo Burgi, Aspa Gospodini, Konstantinos Moraitis, Juan Manuel Palerm Salazar, Victor Ténez Ybern) hanno preso parte alla manifestazione, e nella scorsa edizione non sono mancate le personalità italiane ed internazionali, tra cui l’architetto paesaggista portoghese João Ferreira Nunes, Perry Maas (paesaggista del prestigioso studio West8, Urban Design & Landscape Architecture di Rotterdam).  

Per quest’anno, “Architettura e Natura” vedrà la presenza di Franco Zagari, dell’architetto paesaggista e docente universitario Almàsi Balàzs, della paesaggista brasiliana Ana Rosa de Oliveira e di Monica Bertolino (paesaggista e docente universitaria argentina) oltre a numerosi docenti universitari e professionisti.

Inoltre vi è il Workshop stanziale di Poggio Aquilone rivolto a laureati, dottorandi e professionisti nel campo della progettazione e gestione del paesaggio i quali lavoreranno, supportati da tutor altamente qualificanti, su un tema specifico. Per l’edizione 2016 il tema scelto è stato “la città in campagna e la campagna in città" mentre per l’edizione 2017 si lavorerà sul tema del “Parco urbano come rigenerazione di un’area in disuso”.

Infine gli Eventi Collaterali, serie di eventi culturali e artistici e rivolti ai partecipanti ed al pubblico presente. In tutte le edizioni, difatti, il rapporto con l’arte è stato costante sia attraverso mostre che attraverso altre attività tra cui numerose istallazioni permanenti; tra le più importanti quelle di Paolo Laudisa nel 2015, curata da Renzogallo, la mostra di disegni e collage di Carlo Prati dal titolo “Terso Paesaggio” nel 2016 e l’installazione permanente dedicata a Calvino.

Questo rapporto con l’arte consente di comprendere il paesaggio e le modalità con cui agire su di esso partendo da principi estetici per poi giungere, attraverso le emozioni ed i sentimenti suscitati, ad una riflessione profonda sul valore di ciò che ci circonda e che trasformiamo attraverso le nostre azioni … perché, come scriveva Patrick Modiano “un uomo senza paesaggio è privo di ogni risorsa”.

Stefano Damiano

Classe 1985, calabrese di nascita e romano di adozione.

È giornalista e PhD student del dottorato di ricerca in “Paesaggio e Ambiente” della Sapienza -Università di Roma.

Ha conseguito la Laurea Specialistica in Editoria e Giornalismo presso la Lumsa di Roma e la Laurea Magistrale in Scienze Politiche presso l’Università della Calabria … da qui i suoi duplici interessi, quello giornalistico e quello per il mondo delle istituzioni; il primo lo porta a collaborare con il CURSA e con altri soggetti pubblici e privati, il secondo ad essere seminarista del prestigioso “Silvano Tosi”.

Oltre all’attività giornalistica e quella dottorale sul tema della Legislazione paesaggistica comparata, si occupa di Diritto Parlamentare e di sistemi politici e partitici.

Collabora inoltre, sempre sulle tematiche legate all’Ambiente ed al Paesaggio, con l’associazione culturale “architetto Simonetta Bastelli” e con l’AmbiCom (Ambiente e Comunicazione).

Per AARTIC

l'"Opera non fatturabile" 

di SANTOLO DE LUCA.

Tre splendidi dipinti esclusivi per la nostra vetrina crouwdfounding.

Inoltre, i tappeti natura di PIERO GILARDI, un disegno di ALDO DAMIOLI e le foto di BETTY ZANELLI. 

Per ogni informazione scrivete a: a.a.r.t.iniziativeculturali@gmail.com

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