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L'ATELIER MARIANO GIRARDI HA APERTO A VENEZIA

di Anna Rubbini


Ai giorni nostri non è scontato stupirsi passeggiando a Venezia, se non della bellezza della città che riserva ad ogni passaggio, segreti e scorci nuovi e singolari, unici come la sia magnificenza.

Eppure un artigiano “foresto”, veneto di Padova, ha sbalordito passanti e turisti aprendo un’esclusiva vetrina nel mezzo di calle dei Fuseri, donando un raro scrigno di curiosità e ammirazione.

A due passi da San Marco da Rialto e dal teatro La Fenice, da un mese ha preso casa il negozio, o meglio l’Atelier, delle bambole e marionette di porcellana di Mariano Girardi, una vetrina fantastica e colma di meraviglia, che rapisce lo sguardo con rara capacità ipnotica. Un artigianato, il suo, che ha origine nei lontani anni ottanta, quando le sue prime creazioni erano tutte di pezza. Sin dal principio, ha lavorato coadiuvato dalla moglie e le sue collaborazioni si sono via via sempre più selezionate, scelte tra tutte per avere abili e sapienti mani, che dalle bambole tradizionali lo hanno supportato sino ad approdare alle delicate fattezze feline di mici e micette, con gran ossequio a Venezia che celebra il gatto tra i suoi simboli più amati.

La varietà dei personaggi è a prova di collezionista, davvero ricca e affatto scontata, ci sono tutti i personaggi delle fiabe più amate: Pinocchio, Biancaneve e Alice nel paese delle Meraviglie, il Bianconiglio e Peter Pan, con Trilly, i funghetti e gnomi al seguito. Ma anche Cappuccetto Rosso, la Fata turchina e la Strega cattiva; ed Arlecchini, Jolly, Geishe, Dame e Principi tutti in versione maschile e femminile, per accontentare ogni preferenza e perché sono belli anche, se non di più, in coppia.

Uno dei sogni di Girardi si è realizzato proprio in questa città, fulcro del carnevale mascherato tra i più antichi, sentiti ed eccelsi in Italia, aprendo il suo primo negozio nella calle che aspira a diventare punto di riferimento di alto artigianato italiano. In quello che prima era il negozio d’abbigliamento di proprietà di Andrea Rubbini, commerciante di pluridecennale esperienza, con grande spirito di innovazione ed entusiasmo di entrambe, la conversione al nuovo corso è stato condiviso e concretizzato con naturalezza ed insolita sintonia.

Mariano e Andrea, unendo le forze hanno coraggiosamente dato la svolta al commercio in calle, riuscendo a portare un respiro di venezianità, dal carattere tipicamente settecentesco, con un taglio fiabesco e virtuoso stupefacente, come non si era mai visto prima. E la passeggiata a Venezia, oggi porta il suo flusso anche lì, dove tutti passano a farsi almeno una foto con lo sfondo di queste meraviglie.

Gli oggetti esposti sono tutti straordinari, di rara fattura per accuratezza e personalità, un elemento peculiare che il maestro padovano ha scelto di perseguire per identificare il suo prodotto, distinguendosi per qualità e ricerca costante. Una singolarità pienamente centrata che caratterizza le bambole di ogni dimensione, dai minuscoli Trisangels, deliziosi portafortuna, alle marionette a grandezza eccezionale –specialmente i gatti con coda a strascico e topo di compagnia - sono elegantemente create con un’estrema attenzione al dettaglio, dal particolare dell’abito allo sguardo, dai capelli acconciati o naturali, agli accessori; dalla proporzione di mani e gambe al colore scintillante degli occhi, con una resa scenica dei personaggi e delle riproduzioni mai scontata e mai eccessiva, sempre realizzata con stile autentico nella scelta di veste e di maschera che sapientemente, preziosamente e raffinatamente tocca la perfezione.

Un ceramista crea esclusivamente ogni volto ed ogni estremità come mani, braccia, gambe e piedi; le sarte cuciono gli abiti completamente a mano: ogni dettaglio, come fiocchi e perle, crinoline e sottovesti, calze e scarpe sono composti con minuziosa pazienza. Girardi stesso sceglie i tessuti più adatti, più belli, più pregiati; e così ogni accessorio, studiato, ideato, disegnato e infine costruito a misura. Per ognuno ci vogliono dalle 30 ore a diversi giorni, dipende dalla confezione degli abiti, dalla vestizione e dalle dimensioni.

Molto lavoro e molta passione, molta magia e grande coraggio, aggiungo, nel ricreare atmosfere fatate e surreali; ed anche grande lungimiranza, nel saper vedere nel corso degli anni di lunga carriera, che l’artigianalità paga e fa la differenza, che l’esclusività del prodotto fatto ad arte continua a incontrare il gusto del cliente di ogni provenienza, specie quello che a Venezia cerca sempre quel qualcosa che la distingue e la rappresenta.

E per passanti e veneziani, riprendere a vedere grande fermento e curiosità davanti all’inusuale vetrina, è un segnale positivo e rincuorante, dopo i periodi difficili vissuti in città, che fa ben sperare ad un ritorno ad antichi fasti, se non proprio settecenteschi come quelli delle bambole di Girardi, almeno gaudenti come i costumi del suo perenne, inesauribile e prestigioso carnevale.

18 febbraio 2023, Anna Rubbini



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