Biennali, triennali e quadriennali – incontri artistici che sono diventati un appuntamento

A partire dalla Biennale di Venezia, dei suoi eventi collaterali e delle sue varie discipline, è sempre più ampio il panorama delle Biennali che nascono e prendono forza nel mondo. Sulla scia quindi di un progetto che vive da più di cent’anni, proprio come quello di Venezia, analizzeremo gli incontri artistici più particolari ed interessanti.

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FIERACAVALLI VERONA 2019

<C'è qualcosa nell'esteriorità del cavallo che si attaglia all'interiorità dell'uomo>

Winston Churchill 

di Anna Rubbini

Non ci siamo fatti mancare nemmeno una prima volta, per noi di AART, facendo visita alla più importante e bella Fiera equestre internazionale: la 121° edizione di Fieracavalli Verona , lo scorso novembre, una delle più antiche e visitate fiere del settore, che si riconferma come una delle maggiori manifestazioni in assoluto, con una presenza di quasi centosettantamila spettatori provenienti da sessanta nazioni con un movimento logistico che ha fatto confluire ben 2400 esemplari tra i più belli al mondo.

L’esposizione si connota sin dal ‘700 come riferimento in Italia per l’allevamento e il commercio equino, ma è all’architetto Bibbiena che si deve, però, la costruzione di un vero e proprio quartiere fieristico strutturato per accogliere al suo interno  il bestiame equino e asinino per circa un secolo, sino a divenire un vero e proprio evento interdisciplinare con la realizzazione dei primi concorsi ippici, diventando così luogo di valorizzazione e selezione degli esemplari più rari al mondo.

Dal 1950 diventò, come naturale evoluzione, rassegna <internazionale> che, grazie alla posizione strategica di crocevia europeo offerto dalla città di Verona, si identificò come punto di riferimento nello scenario equestre e diede così inizio alla moderna storia scaligera di questa meravigliosa fiera.

La sua principale vocazione è quella di riproporre e dunque mantenere vive le tradizioni nobili e antiche del cavallo, che con lo sviluppo economico del dopoguerra ha visto viepiù emarginare il suo utilizzo, portandolo ad un progressivo allontanamento dalla vita dell’uomo.

Fieracavalli è oggi un  “catalizzatore d’interesse” non solo per gli appassionati, ma soprattutto per le migliaia di persone, in gran parte giovani, che attraverso il cavallo -  ed io dico per fortuna - si riconoscono in un nuovo modo di concepire la vita, legando insieme sport, musica, design, arte, solidarietà, storia, tempo libero, turismo e avventura.

Sicuramente una importante novità è il progetto di Fieracavalli Academy al debutto ufficiale quest’anno, che è riuscito a coinvolgere una multidisciplinare pluralità di interessati del settore con l’obiettivo di promuovere e sostenere l’economia circolare, dallo sport sino all’equiturismo, passando per il mercato dagli alti trend quali-quantitativi, confermando così la centralità e il ruolo guida di Fieracavalli nella diffusione di una cultura sempre più attenta, in primis, al benessere dell’animale, non dimenticando però l’importanza della sostenibilità ambientale.

Lo sforzo compiuto per sensibilizzare la presenza dei più importanti commercianti giunti a Verona da ben diciotto Paesi, rende questa realtà un evento e un appuntamento indubbiamente capace di coniugare passione e sviluppo economico.

Il binomio Verona-cavallo è oggi, indubbiamente, un’identità culturale: a nostro parere però rimane una lacuna.

Nella varietà dell’offerta di intrattenimento e spettacolarizzazione, sicuramente capaci di fidelizzare il pubblico d’ogni età,  questa Fiera, differentemente ma con la stessa valenza da quella dell’auto che presentiamo in questo numero, manca di un’offerta di tipo artistico e figurativo.

Se si vuole fare cultura, secondo noi  non basta fare una bella copertina della Cartella Stampa, al di là della volontà o meno di dare una tematica d’ispirazione annualmente rinnovabile.

Preparando la nostra visita, mossi sicuramente dall’ apprezzamento infinito e il rispetto degli animali della specie, in ogni loro forma e necessità, siamo stati motivati dalla parte artistica della presentazione alla stampa che invitava alla campagna di comunicazione dell’evento affidata per il 2019 all’ artista  Federica Crestani, suggerendo il “cavallo come capolavoro” e opera d’arte della natura che si manifesta attraverso i quattro elementi terrestri, acqua, terra, aria e fuoco.

Ci aspettavamo di poter vedere anche una mostra d’arte figurativa o performante che offrisse anche ad un pubblico come noi qualcosa da ammirare nell’ ambito culturale della rassegna.

Purtroppo così non è stato, ed a nostro parere questo è un potenziale che nella multidisciplinarietà degli ambiti coinvolti, davvero manca.

Esempi d’arte d’ispirazione equestre è piena la storia, ma se l’Arte potrebbe sembrare marginale in una fiera di cavalli, non và dimenticato che ammirarne la bellezza non ha senso compiuto se non fosse stata mai  “immortalata”, celebrata e trasmessa, diventando patrimonio che lascia in eredità apprezzamento e riverenza verso questo animale.

Questo è il potere dell’Arte, e questo si inserisce perfettamente nell’etica del rispetto e del coinvolgimento, perché chi celebra il più nobile cavallo o qualsiasi altro animale, sicuramente testimonia una sensibilità ed un senso etico non trascurabile e affatto scontato.

Concludo queste considerazioni con una frase di John Moore, Generale britannico ma anche medico e scrittore, che mi fa riflettere e amare questo animale alla pari di un essere umano:

< Dovunque l’uomo abbia lasciato la sua impronta durante la lunga ascesa dalla barbarie alla civiltà, noi vi troviamo accanto l’impronta dello zoccolo del cavallo >

21Gennaio 2020

Per AARTIC

l'"Opera non fatturabile" 

di SANTOLO DE LUCA.

Tre splendidi dipinti esclusivi per la nostra vetrina crouwdfounding.

Inoltre, i tappeti natura di PIERO GILARDI, un disegno di ALDO DAMIOLI e le foto di BETTY ZANELLI. 

Per ogni informazione scrivete a: a.a.r.t.iniziativeculturali@gmail.com

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