Biennali, triennali e quadriennali – incontri artistici che sono diventati un appuntamento

A partire dalla Biennale di Venezia, dei suoi eventi collaterali e delle sue varie discipline, è sempre più ampio il panorama delle Biennali che nascono e prendono forza nel mondo. Sulla scia quindi di un progetto che vive da più di cent’anni, proprio come quello di Venezia, analizzeremo gli incontri artistici più particolari ed interessanti.

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DIVINE A FORTE MARGHERA

Ritratto d'attrici dalla Mostra internazionale d'Arte Cinematografica 1932-2018

di Anna Rubbini

La ripresa delle attività della Biennale di Venezia, dopo il blocco nazionale che ha costretto alla decisione di posticipare la Biennale Architettura al 2021 e la Biennale d’Arte al 2022, è partita il 16 luglio dalla mostra fotografica “DIVINE. Ritratto d’attrici dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1932 – 2018”, curata dal direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera. Seguirà a questa l’esposizione antologica ad opera dei direttori delle sei discipline (Arte, Architettura, Cinema, Teatro, Musica, Danza), che contraddistinguono l’ultracentenaria e cosmopolita Fondazione veneziana, il 29 agosto, ai Giardini della Biennale. Tutto il lavoro di documentazione è stato svolto in collaborazione con l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee ASAC, memoria incancellabile dei 125 anni di questa Istituzione. Questa mostra ci dice anche, che la cultura non si ferma, e che usa ogni mezzo per far parlare di sé, e soprattutto che la Biennale non è soltanto eventi e messe in scena, ma è prima di tutto lavoro di moltissime persone, scelte e decisioni, impegno e determinazione intellettuale e creativa.

Abbiamo già parlato di questa affascinante struttura espositiva in occasione della Biennale Architettura del 2016, dov’era ospitato un Evento Speciale della 16^ edizione.(ndr art. https://www.aartic.info/15biennale2016waterfrontfmarghera15^ Edizione Biennale Architettura 2016: chiusura anticipata del Progetto Speciale a Forte Marghera).Un luogo che trovo altamente emozionale e rievocativo, che fa da palcoscenico e contenitore di una assoluta modernità recuperata, la composita struttura di Forte Marghera ben si presta ad ospitare eventi della più famosa kermesse internazionale che ha sede a Venezia.

DIVINE è stata allestita nello spazio della Polveriera Austriaca di Forte Marghera, già sede di altre rassegne della Fondazione. Novantadue fotografie, che ritraggono memorabili attrici italiane e internazionali, in un periodo che va dal 1932 al 2018, come annuncia il titolo, suddivise in quattro sezioni epocali. Non soltanto immagini di repertorio filmico ma, le più belle secondo me, quelle colte nei momenti della loro presenza al Lido o nella città di Venezia, durante il passaggio sul tappeto rosso prima della proiezione del loro film, sulla spiaggia dell’Excelsior o camminando per le calli o firmando un autografo.

Una mostra dedicata alle donne, muse ispiratrici, simbolo della fantasia umana, della bellezza anche imperfetta, che attraverso la loro immagine hanno scandito stili, mode, tendenze, atteggiamenti. Il sogno di progresso è cresciuto con tante di queste attrici, così come il corso degli eventi e la cultura cinematografica; sia con i loro personaggi, le interpretazioni magistrali, ma anche con la loro essenza personale, il carattere, la loro distinzione e l’impegno umano e sociale. Mi sarei, quindi, aspettata anche una dedica a Lucia Bosè, nome storico della nostra cinematografia, morta quest’anno proprio a causa delle conseguenze del Covid, a 92 anni, e che ricorderemo nella stravaganza dei suoi corti capelli blu del recente periodo. L’ultima sua apparizione sul grande schermo della Mostra del Cinema di Venezia fu nel 2017, nel film del 1950 di Giuseppe De Santis “Non c’è pace tra gli ulivi”, proiettato in Sala Volpi.

Al di là di quelle che potevano essere le mie aspettative, nel breve percorso espositivo, i colori e il bianco e nero delle stampe distinguono le quattro sezioni storiche dei memorabili scatti. Oltre allo splendore indefinibile di Sofia Loren, immagine icona di questa mostra, che fu nel 1958 vincitrice della Coppa Volpi come migliore interpretazione femminile nel film americano di Martin Ritt “The Black Orchid”, altre bellissime che ritroviamo immortalate sono, ad esempio, Monica Vitti ritratta con Michelangelo Antonioni, trionfatore del leone d’oro, e Tom Courtenay, vincitore della Coppa Volpi nel 1964; Gina Lollobrigida nel ’56 e la mitica Esther Williams nel ’57 ed ovviamente, l’impareggiabile Anna Magnani in una foto di scena del film “Suor Letizia” di Mario Camerini, sempre del ’56.

I più grandi e i cinefili non possono non ricordare Audrey Hepburn (e Gregory Peck) in “Vacanze Romane” del ’53, nei loro giri per la città eterna in Vespa e mentre lei mette la mano nella bocca della verità, l’antico mascherone in pietra nel portico della basilica di Santa Maria in Cosmedin. E ancora Daryl Hannah in Blade Runner di Ridley Scott del 1982, Ornella Muti nell’audace film di Ferreri “Storie di ordinaria follia” dell’81, o Geraldine Chaplin nel meno fortunato film spagnolo di Carlos Saura del ’76 “Cria cuervos”. Piccoli still che non rendono onore ai film e alle protagoniste, tra le quali ritroviamo una frizzante Liza Minnelli in “Cabaret” di Bob Fosse del 1972, tutte grandissime star. Ed ancora Natalie Portman e Emma Stone, Helen Mirren, Anne Hataway e Meryl Streep, Scarlett Johansson, o Catherine Zeta-Jones completamente eclissata dal suo coprotagonista George Clooney in “Intolerable Cruelty”, a regia dei fratelli Coen del 2003, che segnò un ritardo storico d’inizio proiezione per l’accoglienza tributata dal pubblico all’amato interprete maschile. Altre protagoniste riprese in coppia con i loro partner di scena sono Charlize Theron e Woody Allen, Cate Blanchet e Joseph Fiennes, Rachel Weisz e Ralph Fiennes. E poi ancora Sophie Marceau, Nicole Kidman, Michelle Pfeiffer. La sezione storica parte dal 1935, con il ritratto di una ventenne stupenda, Ingrid Bergman nel film “Gli Swedenhielms”, che ritroviamo anche in “Stromboli” di Rossellini del 1950, e poi Greta Garbo, una quasi irriconoscibile Bette Davis, le meno note Oretta Fiume e l’americana Donna Reed, per finire, non ultima perché ce ne sono molte altre, con Lauren Bacall nella terrazza dell’Hotel Excelsior.

Divine, impossibile rivedere tutte coloro che hanno fatto grande le già trascorse 76 edizioni,  e che riempiranno i fascicoli dell’archivio ASAC, ma centinaia e senz’altro bellissime sono anche quelle non presentate.

La Mostra del Cinema, ci sarà anche quest’anno (dal 2 al 12 settembre) malgrado le limitazioni necessarie a causa della dichiarata pandemi; sarà diversa, ma non per questo meno importante. Ed anche l’immagine che ne ritornerà sarà un altro segno dei tempi, difficili e pieni d’incertezze e inquietudini, che stiamo vivendo. Sarà in sedi dai posti limitati, in streaming o all’aperto, e senz’altro non vedremo frotte di giovani (e meno giovani) accalcati per ore per rubare un selfie o un autografo. Ci adegueremo, e speriamo che sia solo per questa volta. Ma anche per la 77esima edizione, saranno senz’altro altri dieci giorni di futura storia da mitizzare, e che forse, più di tante altre volte, stiamo attendendo, perché ci appare quasi come una sfida al tempo.

 

19 luglio 2020

Per AARTIC

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